Dal 13 al 25 ottobre 2026 parte la ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma, un appuntamento che mette a confronto icone hollywoodiane, registi affermati, talenti emergenti e il meglio della produzione cinematografica sia italiana che internazionale.
Pur mantenendo l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone come baricentro delle attività, la rassegna estenderà la propria offerta capillarmente in diversi luoghi simbolo della città, tra cui il MAXXI, la Casa del Cinema, il Teatro Olimpico Acea e il Cinema Giulio Cesare.
L’offerta del festival passa dalle opere in gara nella selezione Progressive Cinema, mirate a raccontare le sfaccettature della contemporaneità, fino alle grandi anteprime di Grand Public, senza trascurare i linguaggi ibridi di Freestyle (che include opere episodiche e serie tv), le opere documentaristiche e gli eventi speciali.
Tra gli appuntamenti chiave spiccano i premi alla carriera assegnati a Julianne Moore e Javier Bardem, il tributo alla produttrice Tessa Ross e il Premio Progressive alla Carriera consegnato ad Anthony Ippolito.
Il film d’apertura: Paolo Genovese presenta “Il rumore delle cose nuove”
Il compito di dare il via alla Festa del Cinema di Roma 2026 spetta a Il rumore delle cose nuove, firmato da Paolo Genovese e collocato nel cartellone di Grand Public.
L’opera schiera un ricco parterre di interpreti del nostro cinema: Stefano Accorsi, Emanuela Fanelli, Vittoria Puccini, Claudia Pandolfi, Edoardo Pesce e Lino Musella, a cui si affianca una partecipazione speciale di Claudio Santamaria.
La narrazione ruota attorno alle vicende di tre coppie estranee tra loro, ciascuna prigioniera dei confini emotivi innalzati per difendersi dall’ignoto. Il racconto diventa così una riflessione sulla complessità delle relazioni umane, sui timori individuali e sul modo in cui tendiamo a rifiutare la trasformazione.
L’industria audiovisiva italiana manterrà un ruolo di rilievo lungo tutta la manifestazione. Nella sezione Grand Public segnalano opere come Desiderio di Michela Cescon, È andata così firmato da Gianni Zanasi, Il profilo dell’altra di Francesco Bruni, Noi, un po’ meglio con la regia di Daniele Luchetti e Le rose di Marrakech diretto da Ginevra Elkann.
A questi si aggiunge Cambogia, che segna il debutto dietro la macchina da presa di Valerio Lundini, inserito nel programma di Freestyle.
Tutti gli ospiti attesi sul red carpet romano
In cima alla lista degli ospiti di maggior prestigio figurano Javier Bardem e Julianne Moore, entrambi destinati a ricevere il Premio alla Carriera, affiancati da Anthony Ippolito, destinatario del Premio Progressive alla Carriera. Bardem si troverà a Roma per accompagnare la proiezione di El ser querido, firmato da Rodrigo Sorogoyen; Moore presenterà invece The Debut, diretto da Jesse Eisenberg, il quale si occuperà personalmente di consegnarle il trofeo.
Il panorama degli ospiti internazionali vede schierati nomi altisonanti: Helen Mirren (nel cast di A Talent for Murder), la coppia formata da Andrew Scott e Olivia Colman per Elsinore, Fanny Ardant (tra gli interpreti di Le rose di Marrakech), oltre a Jenna Ortega e Amy Adams, arrivate per Klara and the Sun firmato da Taika Waititi.
Sul fronte del cinema di casa nostra, la scena sarà occupata dal cast della pellicola d’apertura (Accorsi, Fanelli, Pandolfi), da Kasia Smutniak (in gara con Mustang), da Claudia Gerini (con il lavoro documentaristico Ricordati ragazza) e da Elisa, a Roma per il progetto Kintsugi… e sono la mia opera.
Tra gli appuntamenti paralleli si nota la serata di gala Best Movie Worlds il 20 ottobre, che vedrà la presenza di volti note come Benedetta Porcaroli, Francesca Chillemi, Giulia Michelini, Alessandro Siani, Filippo Timi ed Arisa, unitamente alla probabile partecipazione di Susan Sarandon, inserita tra gli ospiti del Womenland Award e legata al lancio di The Accompanist nella rassegna Alice nella Città.
Bardem e Moore: i tributi alla carriera dell’edizione 2026
Un ruolo centrale nell’edizione 2026 sarà riservato a Javier Bardem, che riceverà il riconoscimento alla carriera direttamente da Paolo Sorrentino. L’attore spagnolo utilizzerà la vetrina romana per mostrare in prima persona El ser querido, opera firmata da Rodrigo Sorogoyen per il programma Best of 2026.
Nel film, Bardem veste i panni di Esteban Martínez, un cineasta che fa ritorno in patria dopo un lungo soggiorno americano e si trova costretto a ricostruire il legame con la figlia Emilia, con cui ha interrotto i rapporti da tempo. La cerimonia di premiazione avverrà in concomitanza con la proiezione del 17 ottobre. Per l’interprete (già vincitore dell’Oscar per Non è un paese per vecchi), la Festa rappresenta il coronamento di un percorso artistico globale segnato dalla stima dei più grandi registi contemporanei.
Altrettanto rilevante sarà l’omaggio rivolto a Julianne Moore, anch’essa destinataria del Premio alla Carriera.
A conferirglielo sarà Jesse Eisenberg, regista e co-protagonista della commedia musicale The Debut, in cui la Moore recita al fianco di Paul Giamatti.
La pellicola verrà mostrata all’interno dello spazio Grand Public nella giornata del 21 ottobre. Già vincitrice della statuetta dell’Accademia per Still Alice e acclamata per interpreti in pietre miliari come The Hours, Lontano dal paradiso e I ragazzi stanno bene, la Moore si conferma come uno dei volti simbolo dell’intera manifestazione.
L’Industry Award a Tessa Ross e il Premio Progressive ad Anthony Ippolito
Il sipario sulla kermesse si alzerà ufficialmente il 13 ottobre, momento preceduto dall’assegnazione del Premio Industry alla Carriera a Tessa Ross, celebre produttrice britannica ed executive alla guida di House Productions.
L’impronta di Ross si deve al sostegno di opere di profondo valore artistico e internazionale, tra cui 12 anni schiavo, La zona d’interesse e Conclave.
L’attenzione dell’organizzazione verso i nuovi linguaggi e le leve emergenti viene testimoniata dall’assegnazione del Premio Progressive alla Carriera al giovane attore americano Anthony Ippolito, noto per i ruoli ricoperti in Grand Army e The Offer.
Il riconoscimento gli verrà tributato da Paola Malanga il 19 ottobre, a ridosso della proiezione di I Play Rocky, film diretto da Peter Farrelly dove Ippolito interpreta un giovane Sylvester Stallone.
La pellicola ripercorre il backstage e l’ideazione del primo capitolo della saga di Rocky a cinquant’anni dal suo debutto nelle sale: un titolo che simboleggia l’intento del festival di far dialogare i mostri sacri del passato con i volti del futuro.
Panoramica sulla selezione ufficiale e le sezioni del festival
La programmazione della Festa del Cinema di Roma 2026 è articolata e suddivisa in sezioni chiave: oltre al concorso Progressive Cinema, spiccano gli spazi Grand Public, Freestyle, la selezione Best of 2026 e le Special Screenings.
Tra le proiezioni di primo piano si ricordano il titolo di apertura di Paolo Genovese (Il rumore delle cose nuove), El ser querido di Sorogoyen con Javier Bardem, The Debut di Eisenberg con Julianne Moore, e I Play Rocky firmato da Farrelly con Anthony Ippolito. Troveranno spazio anche l’adattamento Klara and the Sun di Taika Waititi (con Adams e Ortega), A Talent for Murder guidato da Helen Mirren, il drammatico Elsinore con Andrew Scott e Olivia Colman, e la regia di Ginevra Elkann in Le rose di Marrakech.
Le opere in gara a Progressive Cinema
Fanno parte del concorso principale i seguenti titoli: Brianza, Ceniza en la boca, Closure, Congo Boy, Dua, Eurotrash, Fruit Gathering, Giorni felici, The Guest, I Love Boosters, I See Buildings Fall Like Lightning, The Life and Deaths of Wilson Shedd, Mustang diretto da Kasia Smutniak, Sants, Skateboarding Is Not for Girls, Ulya, Voilà, c’est fini e Yesterday the Eye Didn’t Sleep.
I titoli per il grande pubblico (Grand Public)
Progettata per un bacino d’utenza esteso, la selezione raccoglie opere come Il rumore delle cose nuove, I Play Rocky, Klara and the Sun, A Talent for Murder, Elsinore, Il profilo dell’altra, Noi, un po’ meglio, Il Ministero dell’Amore, Le rose di Marrakech, La sera a Roma, Se domani non torno e Me, You.
L’articolazione del programma si completa con opere di finzione, formati seriali e documentari. Vengono evidenziati progetti come Club Kid, Ghost Song, Ingeborg Bachmann – Someone Who Was Once Me, Walking with Animators, I pesci non chiudono gli occhi, Pinocchio, il bambino del mondo, Siri Hustvedt – Dance Around the Self, Spaccanapoli Times e L’ultimo abbraccio – Chi come me. La vetrina Best of 2026 accoglierà titoli del calibro di Fjord, La bola negra, Nina Roza e Hope. Tra gli eventi speciali figurano anche Kintsugi… e sono la mia opera (il lavoro di Ludovico Boccianti incentrato su Elisa) e Il ghiaccio in tasca. Mio padre Giuseppe Sinopoli.
La programmazione globale comprende inoltre retrospettive, restauri di classici ed eventi storici. Per gli orari precisi delle proiezioni e le specifiche relative alle singole sale, si consiglia di verificare la griglia oraria ufficiale pubblicata dall’organizzazione.
